Storia
Edizione 2008
E' rimasta in Emilia la 7a edizione del Fly Zone Rock Festival di Bosco che ha visto il trionfo dei Fata di Carpi davanti agli Strong Ale Ink di Cavarzere (VE) ed ai Nena & the Superyeahs di Bergamo. La tre giorni rock di quest'anno contava in concorso anche Grandmabug di Fano, Zamundra di Novara, Dilaudid di Como, Glass Cage di Reggio Emilia ed Almavenus di Perugia, già trionfatori di Altomonte Rock Festival 2007 di Cosenza, ed ha registrato il suo record di gruppi partecipanti tra in gara e fuori concorso: ben 15 che hanno animato circa 15 ore di musica in tre serate affollate da circa 500 persone. I carpigiani Fata sono nati nel 2000 dalle ceneri di un gruppo rock chiamato Next con l'intenzione di tracciare una linea sottile che congiungesse la new wave inglese alle sonorità elettropop degli anni 80 ed al cantato in italiano. Il primo Demo CD ufficiale F.a.t.a. è del 2001. Nel 2004 collaborano alla compilation Indies against invidie dove i FATA sono presenti col brano Momenti di alta pressione al fianco di nomi noti del panorama underground (Marlene Kuntz,Meganoidi, Tre allegri ragazzi morti,Benvegnù,Julie's haircut ed altri). A luglio 2003 viene registrato in presa diretta il promo A Berlino piove che contiene quattro brani tra cui la title track che è diventato una sorta di piccolo hit ed una rivisitazione stralunata de Il cielo in una stanza. Il 2006 si rivela un anno memorabile per i FATA che vincono 4 concorsi consecutivamente tra cui il prestigioso Spazio Giovani di Foggia. L'album La percezione del nero prodotto da Zeta Promotion ed uscito nel gennaio 2008 ,vanta la prestigiosa collaborazione dietro al banco mixer di Marco Trentacoste (musicista, produttore tra gli altri di Rezophonic, Le Vibrazioni, Deasonika, Malfunk) che ha curato i mixaggi di tre brani ( Tempo alle tue parole – Sintesi dell'io – Fragile). Avendo vinto il Fly Zone, ora la band modenese può partecipare di diritto all'Altomonte Rock Festival gemellato con il concorso di Bosco. A premiare i vincitori proprio Giulio Pignataro, direttore artistico del concorso cosentino, mentre a premiare gli altri gruppi Lino Selvatico Assessore Comunale alla Cultura di Mesola. Le serate sono state presentate da Giacomo Ghezzo, organizzate dai giovani del Fly Zone in collaborazione con la Pro Loco di Mesola e patrocinate dalla Provincia di Ferrara e dal Comune di Mesola. Il sito della manifestazione ` www.fly-zone.org.
Da un'idea di musica era nata, musica e' poi diventata. Come quei progetti che nascono cosi' quasi per caso, il "Fly Zone" ha visto la sua genesi una sera, proprio al ritorno da un appuntamento musicale. A dimostrazione che questa manifestazione e' fatta da chi la musica la sente e la vive profondamente. Una sera, si diceva, esattamente di marzo. Alfredo e Stefano, due dei futuri organizzatori dell'evento, tornavano in auto da una lezione di musica, passione che li accomuna da tempo.
Tra una parola ed un'altra, ma forse non casualmente dato che la necessita' era sentita da entrambi e non solo da loro e' uscita l'idea di organizzare un concorso che potesse valorizzare i gruppi musicali autori di brani originali). La proposta era lanciata, "il dado era tratto" come direbbero gli amanti di frasi celebri. Bisognava pero' trovare l'appoggio di altri, altre persone che avvertissero forte questa esigenza di "aprire le ali alla creativita' facendo volare la musica". Questi spiriti liberi c'erano a Bosco, eccome se c'erano. Cosi' il sostegno all'idea, che intanto veniva diffusa a Milena, Paolo, Elena, Morgan, Cristian, Moris, Elia, Silvia, Gianluca, Lorenzo (..e molti altri!) trovo' immediata ed ampia approvazione.
Da li' alla collaborazione tra il Comitato Festeggiamenti di Bosco ed i "Ragazzi del Fly Zone", il passo fu breve. Anzi questo sodalizio e' stato ulteriormente rinforzato quest'anno, con l'ingresso di uno della "banda del Fly Zone" nel consiglio del nuovo "Gruppo Artistico - culturale" di Bosco, forse la massima espressione per dimensione del volontariato paesano. E l'avventura parti', un "viaggio" senza confini dentro ed intorno alla musica e pii' in generale all'estro di quelli che, saliti su un palco, avessero qualcosa da trasmettere, da comunicare.
Il nome della manifestazione. L'elemento certamente piu' difficile da cui cominciare. Dopo alcune proposte che spaziavano da una celebre variazione come "Hoodstock" ad un germanico "Juni Fest". Fu Paolo a dare un nome alla nascituro appuntamento, una denominazione derivata dall'originario luogo in cui si sarebbe dovuta svolgere la 1a edizione, un'aviosuperficie vicino a Volano, capace pero' di sintetizzare in due parole il significato della manifestazione: "Fly Zone", zona di volo. Aperta e libera.